
In un articolo apparso sul quotidiano Corriere della Sera del 7 novembre 2006 -pag. 25-,
intitolato “IL PAPA ACQUISTA IL PRIMO BOND INGLESE PER L’AIUTO AI BIMBI DEL TERZO MONDO (sopra riprodotto)”, il pontefice Benedetto XVI, ha dato l’annuncio dello acquisto della prima obbligazione dell”Iffi” (International Financing Facility for Immunization) che serviranno a “FINANZIARE” un “Progetto Umanitario” per la “vaccinazione” dei bambini del terzo mondo. Già questo merita un nostro piccolo commento. Ora, a prescindere dal fatto che i bambini in questione avrebbero bisogno molto più di CIBO e Rispetto Umano che di “vaccinazioni”, il gesto del Pontefice ha solo un valore simbolico -una iniziativa con fini sostanzialmente mediatici- in quanto, con un solo bond, saranno ben pochi i bambini che potranno accedere a tale profilassi sanitaria; se poi questi stessi moriranno, da lì a poco, per qualche altra causa contingente, tale evento è considerato come un “inevitabile decorso infausto”. Di contro, sono ben noti (ovviamente solo a coloro i quali sono riusciti a liberarsi dal condizionamento mentale messo in atto dai governi ed istituzioni come le varie Chiese, oggi identificati come “cospirazionisti”) il tipo ed il giro di “affari sporchi” esistente dietro il pretesto degli “Aiuti Umanitari al Terzo Mondo”, il più diffuso dei quali è quello per cui dei fondi raccolti ne giunge a destinazione neppure il 30%, quello dell’invio di generi alimentari e/o medicinali di fatto deteriorati o già scaduti, oppure quello di iniziare la costruzione di infrastrutture di qualche genere senza, poi, completarle. Nel caso in questione, beneficeranno del finanziamento le solite multinazionali del farmaco (produttori dei vaccini) già coinvolte, ripetutamente, in scandali legati a speculazioni finanziarie, alle sperimentazioni selvagge sulle popolazioni del terzo mondo, ecc. Certo è che sarebbe stato molto più fattivo una seria campagna per la limitazione delle nascite (a cui, ovviamente, il Papa non avrebbe mai partecipato ma, anzi, fortemente contrastato), far cessare lo sfruttamento delle risorse territoriali da parte delle numerose multinazionali occidentali e non (a cui, ovviamente, per le solite ragioni d’interesse economico, non avrebbe partecipato nessuna nazione della Terra), far cessare le innumerevoli ed interminabili guerre civili per l’accaparramento e lo sfruttamento delle risorse naturali (come petrolio, gas naturale, diamanti, Uranio, ecc.) mascherate da motivi etnici e religiosi (a cui, ovviamente, non avrebbe partecipato nessuna nazione perché implicate, in un modo o nell’altro, nella vendita di armi ed armamenti alle varie fazioni combattenti locali), creare infrastrutture per portare l’acqua potabile nei villaggi (a cui non avrebbe lo stesso partecipato nessuna nazione in quanto progetto dispendioso privo di un qualsivoglia “vantaggio economico di ritorno”, ecc., ecc.
Ovviamente, poiché il Vaticano è, a tutti gli effetti, uno stato sovrano, al pari di tutti gli altri stati -laici o meno che siano-, segue una linea politica tesa a “promuovere” la propria “immagine pubblica” a livello internazionale. Il fatto che, in realtà, il vaticano -al pari degli altri stati sovrani- “predica bene ma razzola male”, è come la scoperta dell’acqua calda: Ovvia e banale; almeno per noi.
IDEE CONFUSE E CENSURA VATICANA
Nella seconda parte dell’articolo del” Corriere della Sera” sopra citato, si parla di come il Papa Benedetto XVI abbia fatto appello alla scienza perché EVITI di fare “..previsioni inutilmente allarmistiche quando non supportate da dati sufficienti”, ma -allo stesso tempo- eviti anche “…di tacere per paura di fronte ai problemi reali”. Questa ultima richiesta, fatta da Papa Ratzinger alla “Pontificia Accademia delle Scienze”, ha voluto segnalare l’urgenza di far fronte alle “sfide ambientali che colpiscono interi popoli” nonché la necessità di cercare “energie alternative da mettere a disposizione di tutti”. Il Papa Benedetto XVI ha concluso il suo discorso dicendo che “…La capacità della scienza di fare previsioni (tema della sessione in questione) deve essere posta al servizio dell’uomo e delle generazioni future”. Inoltre, ha anche affermato che la capacità di fare previsioni “…E’ una delle prime ragioni del prestigio della scienza nella società contemporanea”.
La “bacchettata” iniziale del Papa è riferita alle dichiarazioni allarmistiche (peraltro ultime di una lunghissima serie) relative all’aggravarsi dell’effetto serra, allo scioglimento delle calotte polari, all’irreversibile cambiamento climatico in atto, alle funeste previsioni sulla sopravvivenza della specie umana -come entità culturale-; ciò in conseguenza del costante ed inarrestabile superamento del livello di “sviluppo insostenibile” e la ormai prossima -si parla di circa venti anni- drastica riduzione ed esaurimento delle risorse ambientali -ossia cibo, acqua dolce e bio-massa vegetale- della Terra.
Il fatto è che, essendo tali allarmanti previsioni -purtroppo- corrette e riguardando il futuro prossimo dell’umanità, indeboliscono il ruolo di mediatore -invocato dal clero- tra l’uomo e la divinità, nonché del suo “potere” di “intercessione” presso di questa; inoltre, una tale catastrofica quanto irreversibile previsione per il futuro dell’umanità mina, alla base, la fede dei credenti in un “Dio” buono, magnanimo e misericordioso e, quindi, in un suo auspicabile “intervento salvifico” che affranchi l’umanità dal “meritato castigo” dell’autodistruzione. Inoltre, non deve sfuggire il nesso di detta “predizione catastrofica globale” con i contenuti -altrettanto drammatici- del famoso “Terzo Segreto di Fatima”, da sempre “sussurrati” all’interno della Chiesa di Roma ma da sempre “ufficialmente negati” dai vertici ecclesiastici vaticani.
Ecco, quindi, le vere “preoccupazione” del pontefice e dei vertici del vaticano che hanno spinto il primo ad invocare una sorta di “auto-censura informativa” da parte degli scienziati meno inclini ad assecondare le “direttive” dei vari governi circa il “contenimento” di ogni forma di “allarme sociale” non “pianificato” -per secondi fini- dagli stessi vertici istituzionalizzati. La “confusione” di idee stà, secondo noi, nell’affermazione richiesta –ai medesimi scienziati- di “non tacere per paura di fronte ai problemi reali”; ma, allora, questi ricercatori devono “tacere” o devono “parlare” e che cosa può essere più “reale” degli attuali problemi ambientali? Infine, l’invito ad affrontare le “sfide ambientali” è solo retorica
E’ altresì interessante il richiamo del Pontefice alla “ricerca” di fonti di energia rinnovabili da mettere a disposizione di tutti i popoli della Terra. Ora, poiché riteniamo di fare un torto all’intelligenza dell’attuale Pontefice, qualora pensassimo che non sia a conoscenza del fatto che, tali auspicati sistemi per la produzione di energie rinnovabili, esistono già da lungo tempo ma vengono sistematicamente “ignorati ed occultati” dagli scienziati di stato, dai colossi aziendali coinvolti -a livello mondiale- nella produzione e gestione dell’energia per uso industriale e civile (sia quella derivante dai combustibili fossili che quella derivante da centrali idro-elettriche o nucleari), in funzione delle -solite- ovvie ragioni legate agli incalcolabili interessi economici in gioco ed a mantenimento dello status quo del sistema economico-politico instauratosi in seguito -prima- alla, così detta, rivoluzione industriale moderna e, poi, dopo il secondo conflitto mondiale, tale ”richiamo” del Papa ci appare come un vero e proprio “insulto” alla nostra intelligenza.
Tutto questo ci dimostra, ancora una volta, come il Papa e gli altri vertici dello Stato del Vaticano (come del resto accade anche per le altre fedi monoteiste quali quella ebraica e quella musulmana) agiscano -sostanzialmente- nel contesto di dinamiche politiche del tutto assimilabili a quelle perseguite da tutti gli altri governi nazionali della Terra, laici o religiosi che siano. Il che, ovviamente, lascia sempre più credenti con “la delusione” nel cuore e nello spirito ed incentivi l’allontanamento di questi dalla Chiesa di Roma e dalla Fede in Dio inteso, quest’ultimo, come entità “costruita” e “modellata” -nel tempo- ad uso e consumo delle proprie “esigenze politiche” dai rappresentanti delle varie fedi monoteiste in questione.