Cittadino dell'Universo

mercoledì, ottobre 24, 2007

Un saluto a tutti

Ciao a tutti, sono in procinto di inziare il mio viaggio di Libertà con tutti voi.

Chi scrive ha 54 anni e, per sopravvivere, lavora come programmatore presso un'Azienda Sanitaria del napoletano. Ma, da quasi 40 anni, il mio vero interesse è la ricerca ufologica e materie connesse, sia sul campo (investigazioni su rapporti UFOs) che studio teorico (ipotesi ed analisi scientifiche). La ricerca approfondita sul fenomeno ufo inteso -sostanzialmente- come manifestazione hard della presenza ed interferenza di intelligenze aliene nell'ambito planetario terrestre e, per molti versi, nell'ambito dello sviluppo culturale umano, ci ha -a poco a poco- liberato dalle pastoie ideologiche, religiose e culturali tradizionali ed aperto orizzonti di conoscenza e libertà di pensiero insospettabili. Grazie a ciò, oggi ci poniamo difronte al mondo reale, alle continue manipolazioni del potere istituzionale, a quello delle varie filosofie religiose con mente aperta ed un atteggiamento fortemente critico, una capacità di sintesi che ci consente di "vedere" al di là della singola notizia in una ottica di tipo olistico del tutto sconosciuta, o quasi, all''arida cultura occidentale maggiormente diffusa e condivisa.

Il presente blog, vuole essere una sorta di "passaggio dimensionale" in grado di farci vedere attraverso tutto ciò di falso ci viene propinato nonchè celato dalle varie istituzioni governative, religiose e di qualunque altro genere in funzione del mantenimento di uno status-quo economico, politico e sociale che ne consente la sopravvivenza ed il perpetuarsi, a tutto danno -ovviamente- della qualità della vita, dello sviluppo intellettuale ed interiore dei singoli individui nonchè dell'intera Umanità.

Per questa ragione, nel presente blog tratteremo e commenteremo ogni sorta di informazione che riterremo utile mettere a disposizione del pubblico; a quest'ultimo sarà lasciata ogni libertà di critica e commento.

Buona lettura a tutti coloro che vorranno visitarci e/o comunicare con noi.

Umberto Telarico

domenica, dicembre 24, 2006

L'ACCANIMENTO TERAPEUTICO SECONDO IL C.S.S.


“Nel caso di Pier Giorgio Welby non c’è accanimento terapeutico: Welby lucido, sì al respiratore” (sic!); così si è espresso il Consiglio Superiore della Sanità il 20 dicembre 2006.

“Solo in un caso come quello sopra illustrato, si potrà discutere se si tratti -o meno- di
“accanimento terapeutico”.
Fir.to:
Dr. Amedeo Bianco
(Presidente Ordine dei medici)
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Ovviamente, quella posta sotto la vignetta, è una battuta ideata dall’Autore che, in ogni caso, rispecchia la posizione ideologica su accanimento terapeutico ed eutanasia assistita, espressa dal Dr. Amedeo Bianco in una intervista pubblicata sul quotidiano Corriere della Sera del 12 dicembre 2006.
l’Uomo Qualunque:Umberto Telarico

lunedì, dicembre 18, 2006

NOI MEDICI DICIAMO NO ALL'EUTANASIA


A proposito delle dichiarazioni fatte dal Dr. Amedeo Bianco -Presidente dell’Ordine dei Medici- relative al rifiuto di riconoscere la LIBERTA’ di ogni individuo -ossia di ciascuno di noi-, in presenza -ovviamente- di una patologia clinica irreversibile, debilitante e dolorosa come nel caso di Pier Giorgio Welby- di rifiutare ogni tipo di “accanimento terapeutico” e poter valersi dell’assistenza medica per una morte dignitosa (se la morte può in qualche modo essere tale) il più indolore possibile, ossia sotto sedazione, noi riteniamo -a giusta ragione il che vuol dire con prove documentarie- come tale posizione demagogica di rifiuto nei confronti di una pratica medica come l’eutanasia sia essenzialmente motivata dalla necessità di proteggere gli enormi interessi economici delle multinazionali del farmaco (derivanti dall’uso di costose specialità, presidi e dei componenti per la funzionalità delle macchine per la rianimazione e quelle per i supporti vitali ausiliari, necessari a mantenere le funzioni vegetative dei pazienti terminali o in coma profondo), che -guarda caso- solo in Italia sono alcune migliaia all’anno il che sta a significare un “giro di affari” di entità considerevole.
La posizione di rifiuto ideologico dell’eutanasia da parte del Dr. Bianco ha anche un secondo fine quello, cioè, di far accettare all’opinione pubblica il principio secondo il quale l’individuo affetto da qualche patologia, a prescindere dalla sua gravità, perde ogni diritto al consenso-o meno- informato ed all’autodeterminazione per diventare, a tutti gli effetti, un individuo incapace di intendere e volere sotto la “tutela legale” del primo medico di turno e, di conseguenza, dello stato cieco e sordo e dei suoi incapaci rappresentanti.
Per quanto riguarda, poi, il fatto che -sempre secondo il Dr. Bianco- la “maggior parte dei medici” non se la sentirebbe (per questioni etiche ed umane) di staccare il respiratore ad una persona ancora lucida come Pier Luigi Welby, tale affermazione è solo una ipocrita menzogna. Basta pensare al fatto che l’intera classe medica ha -con il suo silenzio/assenso- accettato (molti di questi per un naturale “senso degli affari”, altri per pavida accondiscendenza e una tranquilla carriera, i pochi rimanenti perché “una noce nel sacco non avrebbe fatto rumore”) che i templi della medicina, quali Università ed ospedali diventassero, le prime centri di clienterismo politico, prestigio baronale e ricerca (molto poca per la verità) finalizzata al profitto industriale, e i secondi “aziende” che dovrebbero funzionare in base ai principi che regolano le attività commerciali ed industriali, il cui scopo è quello di vendere un dato bene di consumo , nel nostro caso la salute, e spillare denaro a ciascuno di noi in proporzione alla nostra “paura della malattia”, della “fede” nella medicina ed alla disponibilità economica. Proprio in virtu’ di una tale nuova, darwiniana e consumistica “concezione” della medicina, per molti medici (diversamente dal loro cinico ma preparato e quasi sensitivo emulo televisivo Dr. House) la sofferenza e/o la morte di un essere umano -indipendentemente dal sesso, dall’età e dalla sua storia personale- non sono considerati degli esseri senzienti dotati di emozioni e sensibilità, ma semplici agglomerati di cellule viventi in vitro, per cui andata a male una “cultura” si passa all’esame di quella successiva e così via (sic!).
A questo punto auguriamo -di cuore- al Dr. Bianco di trovarsi, in un prossimo futuro, nelle stesse condizioni dell’Amico Pier Giorgio Welbi, così da verificare la saldezza delle sue miopi quanto ipocrite convinzioni circa la non eticità dell’eutanasia assistita.
Qualora il Dr. Bianco dovesse ritenersi offeso quale rappresentante dell’Ordine dei medici, è il caso di fargli presente che l’Autore della presente critica è stato per diversi anni impiegato (come addetto al movimento farmaci e reattivi ed alla fatturazione contabile degli stessi) presso la Farmacia interna dell’Azienda Santobono-Pausilipon e che, pertanto, è a conoscenza di transazioni sotto molti aspetti eticamente discutibili (ma sarebbe meglio dire penalmente perseguibili) che hanno legato a filo doppio medici, farmacisti e holding del farmaco.

domenica, dicembre 10, 2006

PALESTINA: BAMBINI COME SCUDI UMANI






















A proposito della strage di bambini palestinesi avvenuta a Beit Hanoun (Gaza) l’8 novembre 2006, in seguito ad un “errore” tattico dell’artiglieria israeliana, molti quotidiani occidentali presentavano titoli ed immagini che ponevano in evidenza la “giusta rabbia” dei palestinesi e la indecente ostentazione dei corpi esamini delle piccole vittime.
Ora, al di la di un sempre rinnovato dolore di fronte ad ogni forma di violenza che coinvolge (in particolare) i bambini o delle giovani vite in generale, prima di condannare senza appello i responsabili della strage, ossia gli israeliani, ci sono alcuni fattori determinanti da tenere ben in considerazione e cioè:
Primo è che, la guerra, a prescindere dalle ragioni delle parti coinvolte, non può essere MAI E POI MAI “gentile”, “rispettosa”, “equa”; la GUERRA, DIFATTI, rappresenta l’antitesi di tutto ciò: è brutale, ingiusta, spietata, rappresenta il disprezzo della vita e l’esaltazione della morte.
Secondo, in un qualsivoglia conflitto armato o guerra civile, a pagare più di ogni altro sono i civili inermi, i vecchi, le donne e i bambini. Costoro sono oggetto della violenza di tutte le fazioni in lotta, sia da parte dei così detti “partigiani o guerriglieri” che da parte degli invasori o occupanti. Le ragioni vanno cercate nella “logica” perversa della guerra secondo cui, il raggiungimento di un qualsiasi vantaggio strategico e/o politico, si ottiene con mezzi quali il fare “terra bruciata” intorno al nemico, quello di eliminare ogni possibile fonte di informazione ed appoggio logistico (come le abitazioni civili e le infrastrutture), fomentare l’odio della popolazione civile -nei confronti del nemico- innescando -da parte di quest’ultimo- azioni di rappresaglia, farsi scudo della popolazione civile attirando su questa la reazione nemica per poi mettersi al sicuro prima della reazione dell’artiglieria o con raids aerei, e così via.
Proprio in virtù dell’attuazione delle “strategie di guerra” sopra descritte, anche nel caso della martoriata Palestina, i bambini sono sempre più spesso le vittime innocenti dei “giochi di guerra” di entrambi i contendenti.
In tale contesto, quello che i “pacifisti a senso unico” dimenticano per mera retorica ed “Opportunismo Ideologico” è che, le famiglie e le folle palestinesi che oggi “piangono” le piccole vittime e gridano vendetta contro gli israeliani, sono le stesse che accettano, giustificano e istigano -i loro figli e giovani (sia uomini che donne, in questo caso senza discriminazione di sesso in applicazione una sorte di utilitaristico “principio di parità sociale” per scopi “teocratici”)- ad immolarsi come martiri (facendosi ridurre a brandelli dalla esplosione del tritolo con cui sono stati imbottiti), nel nome di Allah. Lo stesso dicasi quando, durante la lunga guerra (scoppiata per meri interessi economici legati al petrolio) tra l’Iran e l’Irak -entrambi paesi musulmani-, le truppe dell’esercito regolare iraniano venivano precedute da folti drappelli di bambini e ragazzi (a cui era stato fatto una sorta di lavaggio del cervello a base di “versetti coranici” e millantati “paradisi”) i quali, armati di vecchi ed inutili fucili e con sulla fronte una fascia inneggiante al martirio in nome di Allah, aprivano la strada alla fanteria ed ai mezzi corazzati regolari attraverso i campi minati, inzuppando di sangue e ricoprendo il campo di battaglia di braccia, gambe e corpi orrendamente mutilati.
Oggi la tecnica dei “partigiani di Allah” è quella di “farsi scudo” di civili inermi; il fatto che questi ultimi appartengano alla loro stessa etnia e religione è un dettaglio senza alcuna importanza.
Ora, al di la delle ragioni dei contendenti in lotta, la nostra opinione è che, chiunque faccia ricorso a tecniche di guerra del tipo sopra descritte e sfrutti, come ritorno d’immagine, la morte
-cinicamente calcolata- di innocenti, ha meno dignità e coraggio di uno scarafaggio. Checché ne dicano i “pacifisti a senso unico”.

domenica, novembre 12, 2006

VATICANO SHOW CON CENSURA


In un articolo apparso sul quotidiano Corriere della Sera del 7 novembre 2006 -pag. 25-,
intitolato “IL PAPA ACQUISTA IL PRIMO BOND INGLESE PER L’AIUTO AI BIMBI DEL TERZO MONDO (sopra riprodotto)”, il pontefice Benedetto XVI, ha dato l’annuncio dello acquisto della prima obbligazione dell”Iffi” (International Financing Facility for Immunization) che serviranno a “FINANZIARE” un “Progetto Umanitario” per la “vaccinazione” dei bambini del terzo mondo. Già questo merita un nostro piccolo commento. Ora, a prescindere dal fatto che i bambini in questione avrebbero bisogno molto più di CIBO e Rispetto Umano che di “vaccinazioni”, il gesto del Pontefice ha solo un valore simbolico -una iniziativa con fini sostanzialmente mediatici- in quanto, con un solo bond, saranno ben pochi i bambini che potranno accedere a tale profilassi sanitaria; se poi questi stessi moriranno, da lì a poco, per qualche altra causa contingente, tale evento è considerato come un “inevitabile decorso infausto”. Di contro, sono ben noti (ovviamente solo a coloro i quali sono riusciti a liberarsi dal condizionamento mentale messo in atto dai governi ed istituzioni come le varie Chiese, oggi identificati come “cospirazionisti”) il tipo ed il giro di “affari sporchi” esistente dietro il pretesto degli “Aiuti Umanitari al Terzo Mondo”, il più diffuso dei quali è quello per cui dei fondi raccolti ne giunge a destinazione neppure il 30%, quello dell’invio di generi alimentari e/o medicinali di fatto deteriorati o già scaduti, oppure quello di iniziare la costruzione di infrastrutture di qualche genere senza, poi, completarle. Nel caso in questione, beneficeranno del finanziamento le solite multinazionali del farmaco (produttori dei vaccini) già coinvolte, ripetutamente, in scandali legati a speculazioni finanziarie, alle sperimentazioni selvagge sulle popolazioni del terzo mondo, ecc. Certo è che sarebbe stato molto più fattivo una seria campagna per la limitazione delle nascite (a cui, ovviamente, il Papa non avrebbe mai partecipato ma, anzi, fortemente contrastato), far cessare lo sfruttamento delle risorse territoriali da parte delle numerose multinazionali occidentali e non (a cui, ovviamente, per le solite ragioni d’interesse economico, non avrebbe partecipato nessuna nazione della Terra), far cessare le innumerevoli ed interminabili guerre civili per l’accaparramento e lo sfruttamento delle risorse naturali (come petrolio, gas naturale, diamanti, Uranio, ecc.) mascherate da motivi etnici e religiosi (a cui, ovviamente, non avrebbe partecipato nessuna nazione perché implicate, in un modo o nell’altro, nella vendita di armi ed armamenti alle varie fazioni combattenti locali), creare infrastrutture per portare l’acqua potabile nei villaggi (a cui non avrebbe lo stesso partecipato nessuna nazione in quanto progetto dispendioso privo di un qualsivoglia “vantaggio economico di ritorno”, ecc., ecc.

Ovviamente, poiché il Vaticano è, a tutti gli effetti, uno stato sovrano, al pari di tutti gli altri stati -laici o meno che siano-, segue una linea politica tesa a “promuovere” la propria “immagine pubblica” a livello internazionale. Il fatto che, in realtà, il vaticano -al pari degli altri stati sovrani- “predica bene ma razzola male”, è come la scoperta dell’acqua calda: Ovvia e banale; almeno per noi.

IDEE CONFUSE E CENSURA VATICANA

Nella seconda parte dell’articolo del” Corriere della Sera” sopra citato, si parla di come il Papa Benedetto XVI abbia fatto appello alla scienza perché EVITI di fare “..previsioni inutilmente allarmistiche quando non supportate da dati sufficienti”, ma -allo stesso tempo- eviti anche “…di tacere per paura di fronte ai problemi reali”. Questa ultima richiesta, fatta da Papa Ratzinger alla “Pontificia Accademia delle Scienze”, ha voluto segnalare l’urgenza di far fronte alle “sfide ambientali che colpiscono interi popoli” nonché la necessità di cercare “energie alternative da mettere a disposizione di tutti”. Il Papa Benedetto XVI ha concluso il suo discorso dicendo che “…La capacità della scienza di fare previsioni (tema della sessione in questione) deve essere posta al servizio dell’uomo e delle generazioni future”. Inoltre, ha anche affermato che la capacità di fare previsioni “…E’ una delle prime ragioni del prestigio della scienza nella società contemporanea”.
La “bacchettata” iniziale del Papa è riferita alle dichiarazioni allarmistiche (peraltro ultime di una lunghissima serie) relative all’aggravarsi dell’effetto serra, allo scioglimento delle calotte polari, all’irreversibile cambiamento climatico in atto, alle funeste previsioni sulla sopravvivenza della specie umana -come entità culturale-; ciò in conseguenza del costante ed inarrestabile superamento del livello di “sviluppo insostenibile” e la ormai prossima -si parla di circa venti anni- drastica riduzione ed esaurimento delle risorse ambientali -ossia cibo, acqua dolce e bio-massa vegetale- della Terra.
Il fatto è che, essendo tali allarmanti previsioni -purtroppo- corrette e riguardando il futuro prossimo dell’umanità, indeboliscono il ruolo di mediatore -invocato dal clero- tra l’uomo e la divinità, nonché del suo “potere” di “intercessione” presso di questa; inoltre, una tale catastrofica quanto irreversibile previsione per il futuro dell’umanità mina, alla base, la fede dei credenti in un “Dio” buono, magnanimo e misericordioso e, quindi, in un suo auspicabile “intervento salvifico” che affranchi l’umanità dal “meritato castigo” dell’autodistruzione. Inoltre, non deve sfuggire il nesso di detta “predizione catastrofica globale” con i contenuti -altrettanto drammatici- del famoso “Terzo Segreto di Fatima”, da sempre “sussurrati” all’interno della Chiesa di Roma ma da sempre “ufficialmente negati” dai vertici ecclesiastici vaticani.
Ecco, quindi, le vere “preoccupazione” del pontefice e dei vertici del vaticano che hanno spinto il primo ad invocare una sorta di “auto-censura informativa” da parte degli scienziati meno inclini ad assecondare le “direttive” dei vari governi circa il “contenimento” di ogni forma di “allarme sociale” non “pianificato” -per secondi fini- dagli stessi vertici istituzionalizzati. La “confusione” di idee stà, secondo noi, nell’affermazione richiesta –ai medesimi scienziati- di “non tacere per paura di fronte ai problemi reali”; ma, allora, questi ricercatori devono “tacere” o devono “parlare” e che cosa può essere più “reale” degli attuali problemi ambientali? Infine, l’invito ad affrontare le “sfide ambientali” è solo retorica
E’ altresì interessante il richiamo del Pontefice alla “ricerca” di fonti di energia rinnovabili da mettere a disposizione di tutti i popoli della Terra. Ora, poiché riteniamo di fare un torto all’intelligenza dell’attuale Pontefice, qualora pensassimo che non sia a conoscenza del fatto che, tali auspicati sistemi per la produzione di energie rinnovabili, esistono già da lungo tempo ma vengono sistematicamente “ignorati ed occultati” dagli scienziati di stato, dai colossi aziendali coinvolti -a livello mondiale- nella produzione e gestione dell’energia per uso industriale e civile (sia quella derivante dai combustibili fossili che quella derivante da centrali idro-elettriche o nucleari), in funzione delle -solite- ovvie ragioni legate agli incalcolabili interessi economici in gioco ed a mantenimento dello status quo del sistema economico-politico instauratosi in seguito -prima- alla, così detta, rivoluzione industriale moderna e, poi, dopo il secondo conflitto mondiale, tale ”richiamo” del Papa ci appare come un vero e proprio “insulto” alla nostra intelligenza.

Tutto questo ci dimostra, ancora una volta, come il Papa e gli altri vertici dello Stato del Vaticano (come del resto accade anche per le altre fedi monoteiste quali quella ebraica e quella musulmana) agiscano -sostanzialmente- nel contesto di dinamiche politiche del tutto assimilabili a quelle perseguite da tutti gli altri governi nazionali della Terra, laici o religiosi che siano. Il che, ovviamente, lascia sempre più credenti con “la delusione” nel cuore e nello spirito ed incentivi l’allontanamento di questi dalla Chiesa di Roma e dalla Fede in Dio inteso, quest’ultimo, come entità “costruita” e “modellata” -nel tempo- ad uso e consumo delle proprie “esigenze politiche” dai rappresentanti delle varie fedi monoteiste in questione.

domenica, ottobre 29, 2006

La comoda "STUPIDITA'" degli scienziati di stato

Secondo il prof. Tullio Regge, "se i vertici del governo USA avessero saputo prima che i nazisti non sarebbero riusciti a produrre bombe nucleari prima della fine della guerra, non avrebbero sganciato le "loro" su Hiroshima e Nagasachi". Sempre secondo il nostro "ingenuo" Prof. Regge, il suo collega prof. Robert Oppenheimer (uno dei padri dell'atomica nazista prima e, poi, di quella USA insieme a teller, Einstein, Fermi, ecc. -in realtà, come al solito, la vera storia è molto diversa-), a proposito dell'olocausto nucleare USA sul Giappone, in una conversazione privata intercorsa tra i due, avrebbe affermato che "..(gli USA).....seplicemente lanciarono la bomba, e nessuno sa perchè...". Come non si conoscessero le vere ragioni che spinsero il governo USA a lanciare i due ordigni nucleari sul Giappone e cioè:Primo, avevano bisogno di "testare sul campo" gli effetti devastanti della nuova arma sui quali, all'epoca, non c'erano che studi teorici;Secondo, gli USA dovevano dimostrare -principalmente alla Russia di Stalin uscita vittoriosa e tracotante dal secondo conflitto mondiale- di avere l'arma assoluta e per questo di essere i più forti in campo bellico e, di conseguenza, anche in quello politico internazionale.

La scomoda quanto oscena verità è quella che, per un verso o per l'altro, qualunque nazione fosse giunta per prima a produrre bombe atomiche, le avrebbe comunque testate -facendo ricorso a qualche pretesto politico- sulla pelle della prima inerme popolazione della Terra si fosse prestata allo scopo.Molto spesso gli scienziati di stato, per giustificare il fatto di essere in qualche modo la "fabbrica della morte" dei governi in generale, nascondono le proprie responsabilità dietro l'affermazione che essi fanno le scoperte, se poi queste ultime vengono utilizzate dai governi per realizzare strumenti di guerra e di sterminio, la questione non è un loro problema ne, tantomeno, riguarda la loro coscienza di uomini. Come dire che, coloro i quali producono e vendono armi non sono i primi responsabili del fatto che poi, le stesse, vengono usate per uccidere altri esseri umani.

La squallida verità è che gli scienziati di stato barattano il principio guida della Scienza, quale quello di operare per liberare l'umanità dall'asservimento dal lavoro, dalle malattie e dall'ignoranza -ossia affrancare l'umanità dalla sofferenza quotidiana- in cambio di uno stipendio universitario, della carriera, di un pizzico di fama, qualche citazione sulle riviste scientifiche, la partecipazione -in qualità di "esperto"- a qualche trasmissione televisiva condotta dal "Piero Angela" di turno, in qualche caso un riconoscimento ufficiale o addirittura il premio Nobel. Ora, se la legge degli uomini non ammette ignoranza in nessun caso, figuriamoci se può essere considerata una "giustificazione" l'ignavia della coscienza di un laureato. Ogni altra obiezione a questa nostra ultima considerazione è solo uno squallido tentativo di retorica politica.

giovedì, ottobre 26, 2006

Delitto Biagi: Cui Prodest?

Volendo dare una risposta alla classica domanda al delitto in questione, è lapalissiano rilevare come l’approvazione -da parte degli organi istituzionali preposti- di una legge sostanzialmente avversata dall’opposizione politica e di fatto impopolare come quella sul lavoro precario o “flessibile” studiata dall’economista Marco Biagi, sia stata enormemente “favorita” dalla tragica morte del suo autore assunto, per questo, a simbolo di difensore dello stato nonché della sua relativa linea politico-economica contingente. Opporsi affinché tale -infausta- legge non fosse approvata dal parlamento, oppure in seguito osteggiata (da parte di gruppi e/o movimenti popolari) avrebbe determinato -da parte dei rappresentanti della fazione politica al potere- l’accusa di essere dei e/o quantomeno quella di essere tra i suoi . Da ciò scaturisce, per logica deduzione, come tale gruppo eversivo armato -responsabile materiale dell’assassinio di Marco Biagi- quale le , possa -in qualche modo- essere stato (come è accaduto in passato nel caso dell’assassinio di Aldo Moro ed altri eventi stragisti di Cosa…-chiedo venia per il lapsus- casa nostra) dalle solite dell’intelligence italiana e non, ossia dall’interno (forse mediante elementi infiltrati a loro volta istruiti da un ignoto potente ) a pianificare e facilitare l’esecuzione del delitto in questione (vedi -tanto per fare un esempio recente- le similitudini con l’attentato terroristico alle Torri Gemelle di New York dell’11 settembre 2001); tipico questo di pertinenza dei soliti servizi d’intelligence nostrani sempre pronti -all’occorrenza- a dalla (sic!).

Qualcuno dirà subito che sono uno dei tanti “cospirazionisti furiosi”; nulla da dire in proposito se non che, a nostro modesto avviso, è meglio essere considerato un “cospirazionista paranoico” ed essere un individuo “refrattario” ad ogni sorta di manipolazione intellettuale da parte dell’establishment istituzionale in generale, che essere considerato un “cittadino rispettoso dello stato” ed essere un individuo sottomesso, pusillanime e credulone afflitto dalla “sindrome di Stoccolma” nei confronti dei rappresentanti del potere costituito in generale.

lunedì, ottobre 23, 2006

Una domanda "di troppo" con una risposta "scomoda"

Relativamente al tragico sterminio del popolo ebraico da parte del nazismo, il Papa Benedetto XVI si chiede: “Dio, perché hai taciuto?”. Ora, tenendo conto del fatto -inequivocabile- che il Dio cristiano (come quello ebraico, quello musulmano, ecc.) ha sempre “taciuto” anche in altre analoghe circostanze (vedi lo sterminio del popolo Maya, quello degli indiani d’America, quello degli aborigeni australiani, quello degli Armeni, quello dei Curdi, ecc., ecc., la prima ipotesi “esplicativa” che ci viene in mente è quella che -nel caso in questione- “Dio” era in vacanza (magari nell’universo a fianco) insieme al suo -allora- braccio destro Papa Pio XII. A parte la battuta sarcastica (che molti credenti riterranno -quanto meno- “irriverente”), ci viene in mente quanto affermato nel “vangelo di Giuda” (ovviamente Vangelo non “canonico” ossia “non riconosciuto” dalla chiesa di Roma) in cui, tra altre cose, si afferma:
“….Il Dio della Bibbia non è buono (vedi il male e le ingiustizie dilaganti nelle diverse società umane) e non è il vero Dio, ma una specie di demiurgo maligno che ha creato questo mondo difettoso e l’uomo a “propria immagine e somiglianza”; anche se, sempre più spesso, l’Allievo -ossia l’uomo- supera in malvagità il suo “Maestro”. Vuoi vedere che Lucifero, ossia l’Angelo ribelle, non è il così detto “Principe del male” -come la chiesa cristiana vorrebbe farci credere- ma il portatore -sconfitto- della luce sul buio della menzogna e della conoscenza sul “grande inganno” di cui tutta l’umanità è oggetto da tempo immemorabile? Ai posteri l’ardua sentenza…..come disse il Manzoni.

Nel frattempo, per tutti coloro che volessero aprire la mente su nuove prospettive intellettuali a proposito della figura di “Lucifero”, consiglio di leggere il recente ed esaustivo testo dal titolo: , scritto da Lynn Picknett ed Edito da Newton & Compton (anno 2005).

sabato, ottobre 21, 2006

Un esempio "NOSTRANO" di schiaffo alla miseria

Mentre decine di migliaia di esseri umani -la maggior parte donne e bambini- ogni giorno muoiono di fame in tutto il mondo e la miseria imperversa sempre più, anche in Italia, questa masnada di “furbi” imbecilli -nella fattispecie i componenti della Regione Campania-, al pari di una servile corte di palazzo con a capo -invece della solita testa di c….o coronata- il presidente del Consiglio Sandra LONARDO, sperperano la bella cifra di 700mila euro (una piccolissima quota parte questa dei molto più esorbitanti fondi provenienti dal “bottino fiscale” estorsivo spremuto ai soliti contribuenti -spesso mediante l’azione e gli sgherri della famigerata -), per recarsi al “Columbus Day” negli USA, onde partecipare ai festeggiamenti della così detta “scoperta dell’America” (il che è peraltro una fottutissima quanto colossale BALLA storica), da parte del nostrano Cristoforo Colombo considerato da moltissimi -uomini comuni come noi, uomini di lettere e di scienza e da tutte le popolazioni indigene delle Americhe-, come un corsaro alla ricerca di ricchezze e potere personali, primo di tutta una lunga serie di schiavisti, assassini e genocidi sempre accompagnati e spalleggiati da un folto pletora di missionari cristiani con -nel cuore- l’inganno ed il tradimento, nella mano sinistra la “ croce” , nella mano destra “il vangelo” e la falsa parola ed alla cintola una sacca di veleno come l’arsenico (fu proprio con un vino all’arsenico -preparato da un frate domenicano-, difatti, che uno dei tanti “eredi di Caino” Francisco Pizarro -capo dell’orda di sgherri assassini al suo comando- fece avvelenare l’intero stato maggiore militare dell’imperatore Inca Atahualpa) durante un falso incontro per trattare la “pace”).

Tali “inviati del demonio” servirono da battistrada per sdradicare la cultura e la religione autoctone costruendo, a fianco delle meravigliose città, centri cerimoniali e piramidi di pietra, innumerevoli “sepolcri imbiancati” quali missioni e chiese Cattoliche nonché istituire lo sfruttamento da parte delle solite multinazionali che, da quel momento in poi, hanno sistematicamente depredato, trucidato, stuprato ed alla fine annientato fisicamente e culturalmente , una delle più grandi civiltà presenti sul pianeta Terra.

Un ennesimo esempio, questo in oggetto, di ignoranza storica, di ottusa megalomania ed ostentazione di ignobili privilegi da parte di rappresentanti della squallida ed imbelle classe politica italiana.